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| Contessa Entellina | Sambuca di Sicilia | Giuliana | Bisacquino | Chiusa Sclafani |
Contessa Entellina![]() Contessa sorse ai piedi del Monte Genuardo nel 1450 circa, ad opera di abitanti greco-albanesi, immigrati dalla colonia militare di Bisiri. Nel settore monumentale menzioniamo la Chiesa Madre, costruita nel XVI secolo, nella quale tutt’oggi viene celebrata la santa messa secondo il rito greco, la Chiesa di S. Maria delle Grazie delle Favare, che conserva, invece, l’antico rito latino. Fuori dal perimetro cittadino, si possono fare escursioni, oltre che sulla citata Rocca d’Entella, anche al Castello di Calatamauro, forse di fattura bizantina, nonchè alle riserve naturali Grotta di Entella e Monte Genuardo. Una rilevante manifestazione, all’interno del calendario contessiota, è la Festa della Madonna della Favara, che si svolge nel mese di settembre, durante la quale i fedeli dei due riti cattolici, quello latino e quello greco, si uniscono insieme in un’unica congregazione per la celebrazione ucaristica. |
Sambuca di Sicilia
In origine il paese venne chiamato Sambuca sino al 1863 quando fu aggiunto l’appositivo “Zabuth” per ricordare l’omonimo emiro arabo che aveva fatto erigere in quel luogo un castello. Nel 1185 detto castello venne ceduto al convento di Monreale con il nome di Rahal Zabuth che significa appunto “casale di Zabuth”. Nel tempo il borgo appartenne prima alla famiglia Barberini, poi nel 1570 fu possesso della famiglia Beccadelli principi di Camporeale e nel 1666 divenne un principato autonomo. Soltanto nel 1923 fu dato alla città l’attuale nome di Sambuca di Sicilia. Nel settore monumentale citiamo la Chiesa della Concezione di stile trecentesco e la Chiesa del Carmine eretta nel 1530 e adibita a Santuario di Maria SS. dell’Udienza. Spiccano fra le architetture urbane il Palazzo Panitteri oggi sede di un museo delle cere e il Palazzo Beccadelli di gusto gotico-catalano. |
Giuliana![]() Il nome Giuliana ha discendenza romana derivando da un originario proprietario di nome Julius. Nel XIV secolo il borgo, che già esisteva Ebbero particolare rilevanza nella politica cittadina i numerosi ordini monastici che si susseguirono tra il XVI° e il XVII° secolo. Bello da visitare è il Monastero della SS. Trinità, con annessa l’omonima Chiesa e la Chiesa Madre che è stata restaurata tra il 1935 e il 1938 in totale stile neo-gotico. Nella Chiesa Madre di Giuliana è conservato un lembo della Santa Sindone, che viene portato in processione durante il Martedì Santo. |
Bisacquino
Il nome Bisacquino origina dal casale arabo Busackuin (ricco di acque) dovuto all’abbondanza delle acque di cui il sito era ricco. Fino al XII° secolo fu in possesso di alcuni signori locali; in seguito e fino al 1778 divenne, proprietà dell’arcivescovo di Monreale fino a quando non passò al demanio regio. Sul vicino monte Tritone è sito il Santuario della Madonna del Balzo,eretto nel 1678, che domina la vallata sottostante. La Chiesa Madre del paese è dedicata a S. Giovanni Battista. |
Chiusa Sclafani![]() Inizialmente venne chiamato solamente Chiusa fino al 1862, successivamente gli si aggiunse Sclafani, in onore e ricordo del suo fondatore Matteo Chiusa, conte di Adrano. Paese di origine medievale venne fondato nel 1320 sui resti di un casale già esistente, fu per lungo tempo sotto il dominio della famiglia Sclafani, successivamente passò nelle mani della famiglia Colonna e vi permanne sino al 1812, periodo in cui vennero aboliti i diritti feudali. Il territorio è ricco di monumenti, soprattutto numerose sono le chiese ivi presenti come quella di S.Caterina del XVI secolo, nel cui interno è presente un trittico raffigurante la Madonna col Bambino e i santi, la Chiesa Madre, S.Nicolo di Bari, eretta nel XIV secolo e rifatta intorno al 1800, la chiesa S.Maria Assunta che conserva un pregevole arazzo in seta della deposizione della Croce. Da non dimenticare inoltre sono l’Oratorio di S.Sebastiano, la chiesa di S.Leonardo e il monumentale complesso della Badia con la chiesa della SS.Annunziata. |










